Ministero dei Beni delle Attivitą Culturali e del Turismo Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali

Gian Vico Melzi d’Eril, Francesco Melzi e i codici di Leonardo

Salone Teresiano

6 novembre 2019 - Conferenza

Nel 1519, sul letto di morte ad Amboise, Leonardo lasciò all’allievo Francesco Melzi che lo aveva seguito in Francia «Tutti et ciascheduno li libri che el dicto testatore ha de presente». Questi nel 1521 tornò in Italia portando con sé migliaia di disegni e libri, che, come annotato da Giorgio Vasari, tenne «care… e per reliquie, … insieme con il ritratto della felice memoria di Leonardo» nella villa familiare di Vaprio d’Adda.

Alla morte di Francesco (1567) le preziose carte passarono per successione al figlio Orazio, che non ne ebbe molta cura, e iniziò così la complessa vicenda della loro dispersione. Questa continuò nel corso dei successivi tre secoli, quando i fogli passarono tra le mani di precettori, commercianti, collezionisti, esperti d’arte e sovrani. Una sorte rocambolesca, quella dei codici dispersi, che mette in luce ingenuità, meschinità, appetiti e miserie, fanatismi e ambizioni di questa umanità a cui Leonardo ha indicato, un secolo prima di Galileo, la via della scienza nuova e l’importanza di sperimentare e verificare tutto ciò che l’uomo può immaginare e progettare.

Il professor Gian Vico Melzi d’Eril, discendente dall’allievo prediletto Francesco, presenterà mercoledì 6 novembre alle ore 17.30 la storia della famiglia, in particolare quella dell’antenato, e della villa Melzi di Vaprio d’Adda, che ospitò Leonardo e nella quale poi vennero conservati per alcune decine di anni i suoi manoscritti.

 

Documenti da scaricare